Anonymous: Anti Police Program
Tutori della legge che abusano del loro potere. Scene rubate da videocamere di sorveglianza che mostrano innocenti presi a calci e pugni dalle forze dell’ordine. Misteriosi decessi nelle carceri o nei commissariati di Polizia. Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva. Nomi accomunati da un destino tragico, ingiusto. E su questi nomi aleggia lo spettro che le violenze subite siano state commesse dalle Forze dell’Ordine; per alcuni di loro la responsabilità della Polizia è stata accertata e i processi in corso.

© lassedesignen - Fotolia
Lungi da noi voler criminalizzare un’intera categoria che ogni giorno presta servizio seriamente per proteggere i cittadini, ci soffermiamo però su un’iniziativa nata sul web intelligente e necessaria, per individuare quelle mele marcie che infangano la divisa e denunciarle all’opinione pubblica. Protagonista di questa iniziativa è il gruppo Anonymous che lancerà a partire da gennaio 2012 il Global Anti Police Brutality Program 2012. L’obiettivo è di contrastare le violenze della polizia sui cittadini, attraverso la pubblicazione di informazioni su forum e social network relativi a episodi di violenza commessi dalla Polizia. La campagna contro la brutalità della Polizia coinvolgerà tutti gli attivisti sparsi per il mondo, ricordiamo che Anonymous non ha capi, né partiti politici di riferimento, sono attivisti e hacker che sfruttano tutte le risorse del web per diffondere notizie e organizzare movimenti di protesta. Nell’ambito di questo progetto verranno postati video, immagini e testimonianze al fine di indentificare i poliziotti rei di violenze su innocenti.
Un impegno quello del gruppo che di questi tempi diventa di straordinaria urgenza; assicurare ordine e sicurezza alla popolazione significa anche che questa non debba temere per la propria incolumità nel caso si rivolgesse proprio ai garanti della stessa.